PornoRomanzo



So che quello che sto per raccontare fará alzare molte, moltissime sopracciglia maschili, ma lo scriveró lo stesso:

Le lascio scegliere i porno.

Ok, vi lascio qualche secondo per digerire l’affermazione qui sopra.



So cosa state pensando- “ma dové finito il tuo orgoglio”! “zerbino”, oppure “almeno quelli tienili per te”.

Credetemi, ci ho pensato anche io all’inizio ma poi ho pensato, “ehi ma, questa ragazza io la amo per davvero!”. So che le da fastidio immaginare un mio orgasmo prodotto dai momenti sinuosi e volgari di un’altra donna anche se non me la fa pesare piú di tanto.
La soluzione l’ho trovata quando le ho proposto di sceglierli per me.
“Guardali prima tu” le dicevo, “cosí saprai esattamente che cosa ho visto, e sará tutto alla luce del sole”.
E da quel giorno li sceglie lei per me. Non mi lamento, lo trovo quasi eccitante.
Prima di tornare a casa, si mette davanti al mio computer e ne guarda un paio. Si accende una sigaretta e toglie l’audio, perché quei versi fini a se stessi non le piacciono e li trova di cattivo gusto.

Riesce a guardare quei momenti di intimitá resi pubblici con una freddezza tale che quasi mi viene voglia di tornare sotto le coperte e lasciarla lavorare in pace. Poi peró penso a quanto sia fortunato ad averla tutta per me. Inconsapevolmente, (o forse no chissá), lei riserva quegli sguardi solo per me- solo il mio corpo e la mia pelle le accendono quella luce negli occhi. Solo i miei brividi e i miei gemiti le fanno gridare ancora, e solo io ho la chiave dei suoi momenti catartici proibiti.

browneyedhope
browneyedhope:

L’altro giorno pensavo al folle mondo dell’arte contemporanea. Alla gente che pagherebbe oro per qualcosa che viene definita ‘opera’ soltanto grazie al nome del tale che l’ha realizzata- pensavo a quanto faccia comodo al giorno d’oggi avere un nome, perché se disegno un omino stilizzato su un tovagliolo del bar dove sorseggio allegramente il mio caffé al ginseng non ci guadagno assolutamente niente, (nemmeno l’autostima artistica), mentre se é Angelina Jolie, Woody Allen o Banksy a  disegnare lo stesso cerchio con quattro semplici righe, stiamo giá parlando di qualche zero dietro (e non davanti) alla virgola. 
Per nutrire il mio viaggio mentale sotto il sole cocente di Luglio, ho deciso di ‘barare’ e fare lo stesso ragionamento partendo dal pressuposto che sono la ‘FAMOSISSIMA’ Martina Loleo e che dovevo fare presto a sorseggiare quel caffé perché il cameriere mi aveva riconosciuta e stava giá chiamando i giornalisti. 
Ecco che a un tratto, ogni singola boiata profumava di fama e soldi…quanti complimenti, quante offerte, quante interviste riceverei per la mia trovata… penso che tenterei di sfondare anche io nelle larghe e deboli frontiere dell’arte contemporanea, dove la maggior parte delle volte, l’ignoranza nel campo non viene criticata, ma glorificata . 
Infatti, l’idea per la mia prima ‘opera’ artistica non richiedeva alcun sforzo intellettuale o pensiero profondo: guardando il posacenere pieno di mozziconi, ho trovato l’ispirazione che cercavo. 
La mia prima opera sarebbe una costruzione composta esclusivamente dalle sigarette consumate da me e il mio amante nella ‘segretissima’ fuga d’amore a Parigi. 
In un batter d’occhio, l’inebriante profumo di soldi e di fama lasció spazio alla puzza di cenere del posacenere avvicinato troppo alle narici per lo ‘sforzo’ intellettuale e dal cameriere che senza guardarmi troppo negli occhi veniva a chiedermi indietro l’accendino visto che il mio era scarico e non avevo abbastanza ‘argent de poche’ per comprarne uno nuovo dal tabaccaio li di fronte. 
La vostra mediocre bloggher, Martina. 

browneyedhope:

L’altro giorno pensavo al folle mondo dell’arte contemporanea. Alla gente che pagherebbe oro per qualcosa che viene definita ‘opera’ soltanto grazie al nome del tale che l’ha realizzata- pensavo a quanto faccia comodo al giorno d’oggi avere un nome, perché se disegno un omino stilizzato su un tovagliolo del bar dove sorseggio allegramente il mio caffé al ginseng non ci guadagno assolutamente niente, (nemmeno l’autostima artistica), mentre se é Angelina Jolie, Woody Allen o Banksy a  disegnare lo stesso cerchio con quattro semplici righe, stiamo giá parlando di qualche zero dietro (e non davanti) alla virgola. 

Per nutrire il mio viaggio mentale sotto il sole cocente di Luglio, ho deciso di ‘barare’ e fare lo stesso ragionamento partendo dal pressuposto che sono la ‘FAMOSISSIMA’ Martina Loleo e che dovevo fare presto a sorseggiare quel caffé perché il cameriere mi aveva riconosciuta e stava giá chiamando i giornalisti. 

Ecco che a un tratto, ogni singola boiata profumava di fama e soldi…quanti complimenti, quante offerte, quante interviste riceverei per la mia trovata… penso che tenterei di sfondare anche io nelle larghe e deboli frontiere dell’arte contemporanea, dove la maggior parte delle volte, l’ignoranza nel campo non viene criticata, ma glorificata . 

Infatti, l’idea per la mia prima ‘opera’ artistica non richiedeva alcun sforzo intellettuale o pensiero profondo: guardando il posacenere pieno di mozziconi, ho trovato l’ispirazione che cercavo. 

La mia prima opera sarebbe una costruzione composta esclusivamente dalle sigarette consumate da me e il mio amante nella ‘segretissima’ fuga d’amore a Parigi. 

In un batter d’occhio, l’inebriante profumo di soldi e di fama lasció spazio alla puzza di cenere del posacenere avvicinato troppo alle narici per lo ‘sforzo’ intellettuale e dal cameriere che senza guardarmi troppo negli occhi veniva a chiedermi indietro l’accendino visto che il mio era scarico e non avevo abbastanza ‘argent de poche’ per comprarne uno nuovo dal tabaccaio li di fronte. 

La vostra mediocre bloggher, Martina.